{"id":585,"date":"2018-01-04T18:23:15","date_gmt":"2018-01-04T17:23:15","guid":{"rendered":"http:\/\/ies.simonealbanese.com\/?p=585"},"modified":"2018-01-04T18:35:51","modified_gmt":"2018-01-04T17:35:51","slug":"giardini-per-educare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ies.bio\/it\/ecopsychology-vision-it\/giardini-per-educare\/","title":{"rendered":"Giardini per educare"},"content":{"rendered":"<p>Quando mi annoiavo mortalmente ad ascoltare a tavola i discorsi dei grandi, poter sognare di correre fuori a perdifiato verso le libere acque del fiume o scivolar via dalla prigione di parole senza senso, verso l\u2019incanto dei colori e profumi dell\u2019orto\/giardino in fiore, era la via di fuga del mio desiderio di bambino intrappolato nella consuetudine del pranzo insieme.<\/p>\n<p>In altri momenti, quando non ero impaziente ed affamato attenzioni, esploravo con calma ogni angolo dell\u2019orto: le tracce di sigaro masticato che mio nonno lasciava sulle pertiche orizzontali della siepe, le tracce lucide del passaggio di una lumaca e i fiorellini nascosti nella penombra, insalate e alberelli da frutto,\u00a0 e cavoli, melagrane o altro, secondo le stagioni.<\/p>\n<p>Ma da aprile, per molti mesi, erano le rose fra il giallo, il rosa e l\u2019aranciato ad attrarre i miei occhi, naso e bocca e tutto il viso. Ricordo nitidamente, come squarci su un altro mondo, numerose impressioni di quel tempo fra i due\/tre anni e i cinque\/sei, i momenti contemplazione estatica e le sensazioni assolute, quando dondolavo lievemente la testa sul il ritmo del respiro &#8211; le guance accanto alle guance delle grandi rose, chiusi gli occhi \u2013 e silenziosamente ero calmato e colmato da una gioia sconosciuta ed ineffabile.<\/p>\n<p>L\u2019orto ha continuato ad accogliere delicatamente, anche nel freddo e nebbioso inverno, la malinconia del tempo che consuma ogni forma e il trepidante emergere di altre gemme e fiori, come\u00a0 visi cari. Oltre a chiocciole e lumache, nel mio piccolo Walden\u00a0 ho spiato ed osservato il topolino, la talpa, la biscia, il rospo, il gatto alla ricerca dell\u2019erba per digerire, l\u2019uccellino caduto dal nido e recuperato dalla madre agitatissima, altri pulcini di terra, farfalle variopinte e libellule smaltate di ogni forma e colore.<\/p>\n<p>Evitare di graffiarmi entrandovi di corsa in picchiata verso il rifugio antiaereo scavato proprio l\u00ec, dopo l\u2019urlo della sirena che annunciava i bombardamenti\u00a0 in arrivo, era una difficile arte che avevo imparato, imitando gli aerei che passavo e salendo anch\u2019io fra le nuvole, per scendere vertiginosamente e planare fra le piante in fiore di fave e di piselli. Rifugio, conforto, ristoro. Solo la dimora avvolgente del fienile, in cui abitare misteriosamente ruvide grotte e cunicoli, soprattutto d\u2019inverno, era altrettanto accogliente.<\/p>\n<p>Trenta anni dopo facevo l\u2019insegnante e ogni mattina, prima di andare ad accompagnare nella crescita i miei allievi, indugiavo nel mio nuovo orto\/giardino, per una piccola contemplazione e benedizione di quelle forme di un\u2019unica vita, che poco dopo avrei ritrovato in classe, e rispetto a cui avvertivo un senso di responsabilit\u00e0 e onore. Il sentimento di camminare accanto, condividendo il piccolo tempo dato e la comune luce, parlando colori e forme, silenzi e ritmi. Al ritorno da scuola, non entravo mai direttamente in casa, passando invece dall\u2019orto, per osservare deliziato i molti piccoli cambiamento verificatosi nel frattempo e rilassarmi e ristorarmi nel sorriso furtivo del generoso \u201cgenius loci\u201d.<\/p>\n<p>La dimensione dei giardini nel tempo \u00e8 stata mutevole, a seconda degli scopi a cui erano destinati, raggiungendo nell\u2019Estremo Oriente l\u2019aspetto di miniature, come i \u201cpaesaggi in vasca\u201d cinesi, in conformit\u00e0 al simbolismo religioso che coglieva\u00a0 l\u2019intima corrispondenza\u00a0 fra quelle forme ridotte e artificiali e l\u2019universo dei valori filosofici, estetici e metafisici dei loro costruttori, che le rappresentavano anche in forma pittorica o letteraria. Il meditante taoista che vede nell\u2019anfratto microscopico della piccola pietra la grotta di una montagna, e le sente abitate entrambe dagli stessi dei, sa che ogni piccola cosa pu\u00f2 diventare il nido di un\u2019immensit\u00e0.<\/p>\n<p>Il giardino odierno, creato un tempo per raccogliere e proteggere le piante alimentari e da fiore, riordinandole secondo criteri di una superiore armonia, umana e divina, viene insidiato non pi\u00f9 dall\u2019oscurit\u00e0 incombente della selva o dall\u2019aridit\u00e0 del deserto, ma da quelle del profitto senza misura, che fa scempio planetario della biodiversit\u00e0, confinandone i semi nei bunker di una salvaguardia indispensabile ed inquietante, date le prospettive da cui derivano. Intanto molti che se lo possono permettere, ed anche businessmen aspiranti all\u2019ecolifestyle, si dedicano al giardinaggio antistress, mentre assurge a nuova gloria il gardner designer.<\/p>\n<p>Forse mai tanta attenzione \u00e8 stata rivolta ai giardini da riviste, libri e siti. Un esempio recente, i\u00a0 \u00a0cinque volumi di \u201cGardening\u201d, della Royal Horticultural Society (ed. Repubblica-Espresso), riguardante il giardinaggio vero e proprio; la collana \u201cOltre i giardini\u201d che l\u2019editore Bollati Boringhieri dedica interamente al tema in chiave multidisciplinare, con titoli quali \u201c<em>Il giardino come spazio interiore<\/em>\u201d, di R. Ammann, e \u201c<em>Il bello di essere pianta<\/em>\u201d, di P. Blanc.<\/p>\n<p>La pi\u00f9 grande gioia \u00e8 per me vedere a scuola l\u2019intereresse per la natura in modo non aridamente libresco: un esempio viene dalla nascita in Germania dei <em>Waldkindergarten<\/em>, giardini d\u2019infanzia delle foreste intorno a Francoforte, in cui i bambini possono vivere all\u2019aria aperta, in contatto con alberi e animali, giocare senza il timore di sporcarsi, accendere e governare fuochi, sviluppando una radicata intelligenza ambientale, attenzione e immaginazione creativa. Apre un varco alla speranza anche l\u2019interesse alimentato per anni da parte del Movimento di Cooperazione Educativa e ravvivato da F. Capra (\u201c<em>Ecoalfabeto\u201d,<\/em> Stampa Alternativa, Viterbo 2005)\u00a0 per la cura dell\u2019orto a scuola, coinvolgendo i bambini in un\u2019attivit\u00e0 multidisciplinare che le\u00a0 apra ad un pensiero ecologico sistemico necessario alla nostra sopravvivenza.<\/p>\n<p>Educare precocemente alla responsabilit\u00e0 verso la terra e alla corrispondenza con le forze e la bellezza della natura di cui siamo parte, pu\u00f2 aprire ad un sentimento di comunione che travalica ogni forma di vita, poich\u00e9 ci\u00f2 che si trova nell\u2019uomo e ci\u00f2 che si trova nel sole, \u00e8 unico e chi trascende le diverse forme, pu\u00f2 cantare, con i saggi dell\u2019India antica: <em>Io sono cibo, io sono mangiatore di cibo, io sono colui che connette insieme le due cose<\/em> (\u201cTaittitiya Upanisad\u201d).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Renzo Rossin<br \/>\n<\/strong><em>Psicologo, formatore, supervisor counselor. Fondatore EES, grande promotore dell&#8217;Ecopsicologia in Italia. Socio onorario IES<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando mi annoiavo mortalmente ad ascoltare a tavola i discorsi dei grandi, poter sognare di correre fuori a perdifiato verso le libere acque del fiume o scivolar via dalla prigione di parole senza senso, verso l\u2019incanto dei colori e profumi dell\u2019orto\/giardino in fiore, era la via di fuga del mio desiderio di bambino intrappolato nella [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":586,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[49],"tags":[],"class_list":{"0":"post-585","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ecopsychology-vision-it"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ies.bio\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/585","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ies.bio\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ies.bio\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ies.bio\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ies.bio\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=585"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ies.bio\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/585\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ies.bio\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/586"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ies.bio\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=585"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ies.bio\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=585"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ies.bio\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=585"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}