Le molteplici forme dell’ecopsicologia applicata ci permettono di entrare in connessione con il resto della natura in accordo con le nostre preferenze particolari. La maggior parte di queste pratiche si focalizza sopratutto sull’esperienza sensoriale, sulla presenza consapevole e sulla costruzione di un legame emotivo con la natura più-che-umana. In aggiunta a tutto questo, pen-so che ci sia ugualmente bisogno di una conoscenza biologica, in possesso della quale possiamo essere in grado di notare connessioni e processi invisibili in un paesaggio.

Le passeggiate partecipative sviluppate dall’Istituto Ungherese di Ecopsicologia sono sessioni di gruppo condotte da un biologo e un ecopsicologo orientate su un livello esperienziale, ad un incontro fondato sulla conoscenza con gli organismi viventi, le reti, i modelli e i processi di un’area specifica, e il riconosci-mento e sperimentazione della nostra integrazione in questo sistema.

Le passeggiate in piccoli gruppi o individuali si svolgono in una varietà di zone palustri, prati, foreste o altre aree ricche di va-lore naturale. Durante le passeggiate, ci impegniamo per la re-ciprocità, perché la natura è molto più di un semplice spazio ri-creativo, uno scenario o uno strumento che serve i nostri scopi – l’obiettivo primario di queste attività è quello di avviare un cambiamento nella nostra percezione e, di conseguenza, nel nostro rapporto con la natura.

Come con molti altri programmi ricreativi in natura, anche la riduzione del livello di stress e la ricarica della nostra capacità di attenzione sono aspetti importanti, ma oltre questo, cer-chiamo di connetterci con il particolare sistema vivente, la-sciando andare l’approccio antropocentrico e di sfruttamento.
Pertanto, in aggiunta alla salvaguardia della salute e allo sva-go, anchela connessione con l’ecosistema attraverso la cono-scenza e l’esperienza diventa un fattoreessenziale.

Otteniamo questo effetto cercando un sottile equilibrio tra due approcci differenti. Uno di essi si esprime a livello di connes-sione sensoriale ed esperienziale, mentre l’altro è rappresenta-to dalla conoscenza scientifica (biologica ed ecologica). A mio parere, accanto alle esperienze sensoriali di connessione, an-che il trasferimento di informazioni scientifiche è un aspetto fondamentale dell’approccio ecopsicologico, in quanto è indi-spensabile alla trasformazione delle prospettive e quindi al cambio di paradigma, all’acquisizione della capacità di guardare l’ecosistema con occhi diversi, e di notare le connessioni e le corrispondenze unitamente ai singoli esseri.
Come risultato, non è una connessione meramente emozionale quella che si forma fra i partecipanti e l’ecosistema, ma anche un cosciente cambiamento di attitudine basato sulla conoscen-za che è splendidamente energizzato dal collegamento emozio-nale.

Tipi di esercizio usati nelle Passeggiate Partecipate:

1. Le tecniche di consapevolezza sensoriale ci aiutano ad an-corarci nel momento presente, motivo per cui questi esercizi sono necessari sopratutto al principio. In aggiunta agli esercizi di consapevolezza sensoriale, utilizziamo una varie-tà di esercizi di altro tipo.

2. Le informazioni biologiche accuratamente incorporate ci aiutano a vedere ciò che al momento è invisibile: la rete di radici nel suolo, minuscole creature invisibili ad occhio nudo, o anche processi che hanno luogo nell’habitat su larga scala. Attraverso l’informazione, le connessioni possono rivelarsi sotto i nostri occhi, e ci aiutano a comprendere e fare esperienza dell’interconnessione dei sistemi viventi.

3. Quando incontriamo da vicino gli altri esseri viventi, abbia-mo l’opportunità di lasciare andare gli stereotipi prefabbri-cati e guardare gli altri esseri in tutta la loro unicità: ricono-sciamo le similitudini fra noi che giacciono in questa mera-vigliosa irripetibile unicità.

4. Inoltre, le tecniche percettive che richiedono l’ astrazione ci aiutano a riorganizzare le immagini mentali catturate,

5. mentre i cambiamenti di prospettiva, e gli esercizi di Zoom-in e Zoom-out forniscono una visione più ampia di dove ci troviamo nello spazio e nel tempo.

Attraverso l’insieme di questi esercizi, le camminate partecipa-tive in natura ci aiutano a sperimentare il nostro posto nell’ecosistema, la nostra stretta relazione con gli altri esseri viventi attraverso il flusso di materia ed energia,
e quindi il fatto che non siamo veramente separati o superiori nella grande rete chiamata natura – solo un elemento tra i tanti che è collegato agli altri da migliaia di fili.

 

 

Articolo tradotto da Valentina Zammarano, ecotuner in formazione presso Ecopsiché – IES School Italia

 

e scritto dalla rappresentante IES dell’Ungheria

Zselyke Molnos
ecopsychology.hu

Autrice del libro Il Paradigma Ecopsicologico (2019), sviluppatrice delle Pas-seggiate Partecipative, fondatrice e leader dell’Istituto Ungherese di Ecopsico-logia, e rappresentante IES per l’Ungaria. È laureata in biologia, ecologia e psicologia. Conduce corsi di formazione per Facilitatori della Natura, lavora come counselor psicologa e insegna ecopsicologia alla Eötvös Loránd University in Budapest. Lavora nel campo dell’ecopsicologia dal 2013.
Dopo 8 anni di lavoro in questo settore ha anche completato il programma online Certificate in Ecopsycology presso il Pacifica Graduate Institute.
È anche un’ecoterapeuta autorizzata e una facilitatrice del metodo Work That Reconnects.